Pensiero dicotomico: anche tu ne sei vittima?

Troppo spesso siamo vittima del pensiero dicotomico.

-Sarebbe?

Giusto-sbagliato, bianco-nero, torto-ragione, tutto-niente. Capito?

-Scusa ma quale pensiero dicopotico, questa è la vita: o vinci o perdi, o sei amico o sei nemico, o hai ragione o hai torto.

Ne sei tanto convinto? Accomodati che facciamo due chiacchiere. E comunque si dice dicotomico!

Cos’è il pensiero dicotomico

pensiero dicotomico giusto sbagliato

Tranquillo, tranquillo: non ne sei l’unica vittima. Ci caschiamo tutti.


Il pensiero dicotomico è un cortocircuito della nostra mente che ci porta ad avere una visione ottusa del mondo e della vita.

Per capire bene di cosa si tratta puoi considerarlo come una lama che taglia in due la realtà, creando delle gabbie mentali in cui l’analisi delle persone e delle situazioni si limita esclusivamente all’ipotesi A oppure all’ipotesi B.

In altri termini è’ un’approssimazione devastante della realtà perché non ti permette di guardare al di là del tuo naso, in ogni singola situazione non riuscirai a considerare le sfumature, la varietà, la multiformità.

Mi rendo conto che purtroppo la vita è complicata, è difficile e cerchiamo un modo per destreggiarci in questo mastodontico dedalo di varianti, variabili, opzioni, eccezioni.

Ma purtroppo questa ricerca spasmodica della semplificazione ci porta ad affrontare le cose da un punto di vista limitato.

La logica dicotomica del “tutto o niente” ti porta a valutare le situazioni come giuste o sbagliate, le persone come buone o cattive oppure brutte o belle, le giornate come da buttare oppure da incorniciare.

La rigidità che alimenta questa distorsione(perchè è di questo che si tratta) ci porta a pensare che una visione prevalga sull’altra, quindi genera separatività, quindi conflitti.

Ed è proprio questo il problema.

La relazione tra pensiero dicotomico e autorita’

pensiero dicotomico giusto sbagliato

Esiste una evidente correlazione tra autorità e pensiero dicotomico.
Mai sentite frasi del tipo: “Con me o contro di me”, “le cose stanno come dico io, tutto il resto sono stupidaggini”?
Immagino decine e decine di volte.

Bene: una sterminata platea di persone autoritarie parla in questo modo spinta da un pensiero dicotomico. Appare abbastanza chiaro che interagire con soggetti spinti da pensieri così rigidi è difficilissimo, quasi impossibile.

Soprattutto se si tratta del tuo capo(vedi articolo “il tuo capo demonizza gli errori?”)…

Il retropensiero che manda avanti tale pratica è il desiderio/ansia di tener sempre tutto sotto controllo, quindi occorre semplificazione, quindi rigidità, quindi divisione del mondo in categorie distinte e separate.

Che tale visione porti alla nascita e allo sviluppo di pregiudizi?

Chi l’avrebbe mai detto… è chiaro che erigere muri(categorie) non può far altro che costruire ed alimentare stereotipi che si insinuano in una comunità e di conseguenza nella cultura di riferimento.

Domanda: in questo caos disumano, a fare ordine non dovrebbe esserci la scuola?

Qui occorrerebbe un vero e proprio trattato ad hoc ma in estrema sintesi possiamo dire che l’istituzione scuola, allo stato attuale, è propedeutica al pensiero dicotomico.

Pensa che siamo stati capaci di dividere il sapere in materie scientifiche e materie umanistiche, credo che Ippocrate(medico e filosofo) si rivolterebbe nella tomba.

Quando la cura è peggio della malattia mi verrebbe da dire…

Quali sono gli svantaggi del pensiero dicotomico?

pensiero dicotomico giusto sbagliato

Innanzitutto ti catapulta in un modo che non è quello reale, un mondo che non tiene conto della mutevolezza degli eventi, del cambio di prospettiva, della presenza di più punti di vista, degli incidenti di percorso che ti portano a cambiare strategia in corso d’opera.

Situazioni ibride caratterizzate da termini come “dipende”, “un po’ sì, un po’ no”, “è giusta questa soluzione ma anche quest’altra” non sono accettabili.
Il cervello va in crash, bisogna spegnere e riaccendere.


L’intelligenza umana vanta nel suo arsenale la capacità di sintesi e di negoziazione, qualità che vengono stroncate sul nascere da questo tipo di pensiero, giocoforza potremo avere soltanto due tipi di reazione: rabbia o impotenza.
Siamo chiusi, in trappola. Più dicotomico di così!

-E la creatività?

Va a farsi benedire, completamente. La creatività ha come presupposto fondante l’assenza di limiti, ha bisogno di spazi di manovra pressochè infiniti, guai a tenerla rinchiusa entro certi confini! Sarebbe morte assicurata.
Va da sé che in un mondo in cui la separatività la fa da padrona l’ego ci sguazza che è un piacere. Ci va a nozze.


Soltanto ai bambini nei primi anni di vita è concessa una visione dicotomica del mondo, ma proprio perché alla loro età non hanno ancora i giusti strumenti cognitivi per poter avere coscienza delle varie sfaccettature che può assumere una determinata situazione.

La comodità del pensiero dicotomico

pensiero dicotomico bianco nero

La parola d’ordine è comodità. Esatto: il pensiero dicotomico è comodo.

Tutto facile, no?

Pensa a quanta fatica risparmi sgombrando il campo dal caos e fare in modo di essere quello in gamba, quello intelligente, quello che ha sempre ragione, quello che sta dalla parte della verità.

Massimo risultato con il minimo sforzo.
Tutto bello allora, giusto?

Direi non tanto… bisogna tener presente che si tratta di un bias(uno dei tanti) che, impedendoti di considerare tutti gli elementi che ci sono in gioco, condiziona in negativo la tua capacità di prender delle buone decisioni, di valutare bene le scelte da effettuare e di risolvere i problemi nella maniera migliore.

E come se non bastasse resta nel tuo inconscio, quindi questo virus è lì e anche se non lo vedi ti orienta in maniera subdola senza che tu te ne accorga.
Tutto questo farà sì che la miopia della nostra razionalità si aggravi. Inevitabilmente.

E’ qualcosa di così radicato nel nostro passato e nel nostro presente che la storia è ricca di esempi dicotomici, basti pensare alla follia di fantomatiche razze superiori o alla superiorità dell’ uomo rispetto alla donna.

Il pensiero dicotomico serve

il pensiero dicotomico bianco nero

– Facciamo le dovute distinzioni

No, non è un errore di battitura: il pensiero dicotomico serve.

Ci sono diverse fattispecie in cui le divisioni non solo sono utili, ma anzi sono proprio necessarie. La nostra cultura è costellata di polarizzazioni, basti pensare all’Oriente e all’Occidente, alla Destra e alla Sinistra, alla luce e al buio, etc.

In casi del genere le divisioni aiutano e ti permettono di inquadrare le questioni in maniera generale, per cui è importante coglierne l’utilità, ma occhio a non fermarsi alla superficie: ci sono sempre delle zone grigie, delle vie di mezzo di cui tener conto per ampliare la visione e per agire con equilibrio ed in maniera centrata.

C’è sempre una terza, una quarta, una quinta strada per arrivare a destinazione. Anzi n strade.

-E allora come combatterlo?

Non amo quelli che sembrano avere sempre la verità in tasca, puntualmente dimostrano di avercela bucata.
Di sicuro possiamo dire che per opporci ad un pensiero rigido possiamo promuovere un tipo di pensiero flessibile che non escluda aprioristicamente nessun punto di vista.

-Sparigliamo le carte

In tutto questo che fine ha fatto il pensiero critico?
La domanda sorge spontanea perché in questo mondo fatto di compartimenti stagni, ben delineati, ben disegnati, mettere le cose in discussione sembra quasi un’eresia.
Se soltanto ci fermassimo un attimo anziché correre, correre, correre, realizzeremmo che non è possibile vivere di(finte) certezze.
L’intelligenza consiste nel mettere tutto in discussione, scandagliare le situazioni, affrontare l’ignoto, alzare l’asticella.

Ma allora qual è la causa principale che ci porta ad avere questi paraocchi?
Pensaci bene…sei pronto?

La paura.
Noi abbiamo maledettamente paura.
Ciò che ci spaventa è il cambiamento, perché il cambiamento comporta sforzo, rimette tutto in discussione e fa crollare il castello di idee e false certezze che la nostra società, la nostra cultura, i nostri genitori ci hanno insegnato e trasmesso.

L’antidoto

pensiero dicotomico bianco nero

Una pozione magica ci salverà dalla maledizione dicotomica?
Magari fosse così facile.
Però un modo c’è ed è una delle qualità più importanti ed elevate che un essere umano possa avere.
Ebbene sì parliamo di lei: l’empatia.
L’empatia è davvero l’arma non convenzionale più potente che abbiamo perché veicola la nostra intelligenza ed il nostro buon cuore.

Sapersi mettere nei panni degli altri, indossare gli abiti di più personaggi che giocano ruoli differenti, riuscire a comprendere che esistano anche soluzioni intermedie e che se ne possano attuare addirittura diverse contemporaneamente ed in maniere più o meno differenti, rappresenta la chiave di volta.

Riprendendo il discorso della separatività, dobbiamo tenere bene a mente che siamo esseri fatti di relazioni e connessioni: noi siamo parte del tutto.
Il legame con tutto ciò che ci circonda, quindi la natura, è ineluttabile.

Ti è chiaro quanto sia piccolo qualcuno o qualcosa che cerchi di dividere e di isolare?

Un gioco per fare chiarezza

Che sia chiaro: il pensiero dicotomico non è nulla di patologico: dentro di noi, tutti abbiamo mille vocine che affermano tutto ed il contrario di tutto. Stai tranquillo.

Mutuando la tecnica dell’amico Socrate(what?!), trovo divertente proporti una serie di botta e risposta per farti comprendere il discorso in maniera concreta.

-Pensi che una determinata persona sia bugiarda.

Tu non hai mai raccontato bugie?

-Pensi che una determinata persona sia aggressiva.

Non ti è mai capitato di aggredire verbalmente qualcuno?

-Pensi che una determinata persona sia incoerente.

Tu fai sempre ciò che dici?

-Pensi che una determinata persona sia saccente e piena di sé.

Tu non lo sei mai stato?

-Pensi che quella persona sia stupida.

In vita tua hai sempre e soltanto fatto cose intelligenti?

Immagino tu sia rimasto qualche secondo senza sapere cosa rispondere.
Tutto normale.

Pensiero dicotomico – Riflessione finale

pensiero dicotomico si no

Adesso sei un pochino più consapevole del fatto che non esistano persone oneste o intelligenti o bugiarde in senso assoluto.
Possiamo parlare di atti e di azioni specifiche, ma non possiamo completamente identificare determinate caratteristiche con le persone.

L’illogico è proprio qui: al pensiero dicotomico piace sostituire il verbo fare(tipico delle azioni) con il verbo essere(tipico delle persone).
Ma adesso hai i giusti strumenti per disinnescarlo e non esserne più vittima.

Grazie per avermi fatto compagnia, alla prossima!

Francesco

L’Allegro
aka Francesco Allegretta
Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *