Scelte di vita e lavoro – i 3 fattori definitivi

 

Argomento succoso, vero?


Hey tu, ce l’ hai un momento?
No?
Peccato, perchè riflettevo su quali fossero i fattori che incidono sulle nostre scelte di vita.
Cosa? Sei curioso?
Beh, allora accomodati e vediamo assieme cosa ne viene fuori.

Dai entra, non esser timido!
Oggi siamo rintanati in camera mia, fa caldo, filtra una bella luce dalla finestra malgrado non ne abbia una(la sola idea mi fa atmosfera!) e siccome siamo soli in casa, è il momento ideale per fare ragionamenti a voce alta.


È da sempre che mi domando in base a cosa effettuiamo le nostre scelte di vita.
Un bicchieremezzovuotista direbbe che non scegliamo ma semplicemente siamo costretti ad accettare il male minore, ma io mi rifiuto categoricamente di accettare tale tesi.

Secondo la mia visione, i fattori che influenzano le nostre scelte di vita possono essere potenzialmente infiniti ma nel mio molto piccolo(un po’ di retorica dell’ umiltà, funziona?) credo di poterli suddividere in tre pilastri.

N.1 – CHI SIAMO





Credo che occupi un bel 70% della torta. Riflettendoci bene è quasi tutto qui: il carattere dell’uomo è il suo destino; certo che l’ amico Eraclito(o almeno il concetto viene attribuito a lui) non è che avesse tutti i torti.
Cosa faremo e quali scelte effettueremo per portare avanti i nostri progetti dipenderà dal nostro carattere, da quanto siamo testardi, determinati, resilienti, dalla nostra autostima, dalla nostra capacità di accettare le sconfitte(e di reggerne il peso senza colpevolizzarci troppo).
Come potremmo non menzionare la famiglia, che caratterizza fortemente il nostro mondo per tutta una serie di motivi: situazione reddituale, conoscenze, apertura mentale e valori che riescono a trasmetterci sia positivi che negativi.

E il DNA?


Sono fermamente convinto che il nostro modo di affrontare la vita sia scritto nel nostro DNA.
Ok, quindi è tutto “written in the stars?” Dobbiamo soltanto farci trascinare dalla corrente senza alcuna possibilità di cambiamento?
No, non funziona proprio così.
Ció che siamo determina fortemente cosa faremo e come lo affronteremo, ma NULLA ci vieta di compiere un continuo ed affamato processo di miglioramento!
Come possiamo elevarci se non attraverso la crescita personale?

N.2 – DOVE VIVIAMO




Valorizziamo questo fattore con un bel 15%. E’ innegabile che anche la realtà in cui viviamo ha un ruolo fondamentale: il Paese, la città, il suo tessuto socio-economico e la cultura contribuiscono incontrovertibilmente alla realizzazione dei nostri progetti(o alla loro mancata realizzazione)

Onestà intellettuale ne abbiamo?


A questo punto dobbiamo far risplendere la nostra onestà intellettuale. Nel momento in cui dovessimo fallire nei nostri intenti di portare avanti determinati obiettivi,cosa diremmo? Che è colpa del luogo in cui siamo nati? Magari di quello in cui siamo cresciuti? Non possiamo parlare di “radici” e di “valori territoriali” solo quando ci fa comodo: siamo le persone che siamo (nel bene e nel male) anche grazie all’ influenza del piccolo angolo di mondo che ha fatto da sfondo alla nostra nascita e/o che ha accompagnato la nostra crescita. La nostra terra è stata ed è nostra compagna di viaggio, ha fatto da silenziosa osservatrice delle nostre azioni, dei nostri errori, vittorie, sconfitte, pianti, sorrisi, soddisfazioni, fallimenti. Ci ha visto diventare adulti.
Mutuando il registro linguistico degli amici botanici, possiamo sempre recidere le radici e andare a crescere altrove, con tutte le difficoltà del caso…

N.3 – DI CHI CI CIRCONDIAMO

A seguito di un accurato e complesso calcolo mi spingo con audacia ad aggiudicare l’ultimo 15%(la realtà è che sono simpatico, ma asintomatico).
Questo punto,a dire il vero, dipende un po’ dai due sopracitati.

-Chi si somiglia si piglia


E’ importante circondarsi di persone che siano simili a noi. Con questo non intendo assolutamente dire che debbano essere la nostra fotocopia, anzi.
Ci sta che non abbiano i nostri stessi interessi(lo trovo positivo addirittura), ma è bene che abbiano una forma mentis simile alla nostra o in ogni caso una similarità di intenti e di concezione vita/lavoro che ci si avvicini; gli amici veri possono supportarci moralmente e aiutarci concretamente in base alle loro possibilità(è lapalissiano) e in alcuni casi è possibile costruire qualcosa assieme.
Se siamo in gamba,fortunati e facciamo le giuste scelte, c’è la possibilità di aver successo, ma essere circondati da persone altrettanto in gamba(e magari fortunate!) moltiplicherà le possibilità in maniera esponenziale.

-facciamo fifty-fifty?


Nella peggiore delle ipotesi, anche condividere un fallimento farà meno male. È importante tener sempre a mente che i fallimenti NON sono duraturi, tutti quelli che hanno avuto successo sono caduti tante volte e si sono rialzati. In tanti hanno il terrore di agire, di buttarsi, per il timore di fallire. Ma allora evviva il fallimento! Prendi me per esempio: è una vita che sogno di fallire e devo dire che finora sono riuscito a raggiungere ottimi risultati, eppure resto umile…
Goliardia a parte, evitare di FARE per il semplice timore di FALLIRE, è peggio del fallimento stesso!
E chi ci circonda, se cerca di migliorarsi ogni giorno come proviamo a fare noi, lo sa.

UNA STORIA ANCORA TUTTA DA SCRIVERE

– Incipit

Ti racconto una storia che spera di diventare una profezia autoavverante(e poi dicono che Federico Buffa non sia contagioso..)
Un baldo giovane si diploma nel 2008 in ragioneria con 1€(sarebbe una battuta legata al voto 100/100 ma vabbè poi mi passa…) e decide di cominciare a lavorare. Parliamo di un virgulto che vuole smettere di gravare sulle spalle dei propri genitori, sapete com’è: papà muratore e mamma che lavora facendo le pulizie.



Nove maledettissimi anni


Bene, il nostro protagonista si trova a svolgere svariati lavori senza maturare mai un’esperienza specifica in alcun campo finché non viene assunto in un’azienda metalmeccanica nel 2017 come addetto alla logistica. NOVE ANNI per trovare un lavoro decente!
Lo stipendio è dignitoso e lo pagano con precisione, tutti felici e contenti.
Di lì a poco avrebbe scoperto che il salario non è tutto.
Purtroppo per via di un ambiente ostile e per nulla gratificante, odia profondamente le persone da cui è circondato con tutte le sue forze, tanto da rischiare il tracollo emotivo. L’ ultimo arrivato urla ma senza voce…

– Scelte di vita: è tempo di semina

Quindi cosa si fa? Pensa che la prima mossa da fare sia investire su di sé realizzando uno dei suoi sogni più reconditi: iscriversi all’Università proprio grazie allo stipendio percepito. La scelta ricade su Economia Aziendale e a questo punto non resta che tornare a studiare(vecchio amore mai abbandonato seppur portato avanti da autodidatta), macina informazioni, si forma, migliora l’inglese e si dedica a varie passioni/attività tra cui registrare podcast, video su YouTube, finanza, crescita personale, palestra e blogging.
Il sogno della sua vita è ottenere un lavoro nel fashion o nell’abbigliamento in genere, finora non è mai riuscito ad entrare in questo mondo neanche come commesso(un vero vincente!). Ma l’anno prossimo si laureerà e intende cominciare dal basso(ancora una volta) la scalata verso la propria realizzazione professionale e personale.

– Anche su Marte!


All’ inizio sarà tutta gavetta, quindi prospetta di guadagnare molto poco ed in più ha diverse spese sul groppone per cui sta mettendo i soldi da parte per poter sopperire alle “mancanze d’ ossigeno”. Ovviamente nel frattempo invia CV(malgrado li odi e li reputi inutili) ovunque come se non ci fosse un domani e quando arriverà il momento manderà tutti al diavolo trasferendosi in capo al mondo senza paura. Anche su Marte se servirà, tanto Elon Musk sta facendo passi da gigante.
Piccolo segreto: il nostro amato tiene anche una porticina aperta per un’ eventuale attività imprenditoriale, ma per adesso shhh…

– Conclusioni


La storia è ancora work in progress, quindi è tutto in divenire.
Ma tranquillo: senz’ altro ti spiffererò gli sviluppi di questa storia le cui pagine gridano al riscatto sociale.
Come? E se poi dovessi dimenticarmene?
Tranquillo non accadrà: il protagonista sono io. Plot twist!

L’ Allegro – aka Francesco Allegretta

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