Perchè hai paura del giudizio altrui

La paura del giudizio altrui è qualcosa di atavico nell’essere umano.


In fondo sentiamo il bisogno di essere accettati così come siamo, necessitiamo di un’ accettazione scevra dall’aspetto fisico, dal modo di ragionare, dalle scelte che compiamo.

Ma perché?

Beh, facciamo due chiacchiere e vediamo cosa ne esce fuori!

Riuscire a trovare una risposta…

Perchè temiamo il giudizio degli altri?

Dunque abbiamo il terrore del giudizio altrui, quindi dell’ eventuale rifiuto, del disprezzo, dell’ umiliazione, della derisione.

Comprensibilmente si tratta di sentimenti venefici per il nostro animo e non ci permettono di vivere un’esistenza serena e tranquilla.


E’ così semplice, no?
Non è proprio così, a noi umani piace complicarci la vita un bel po’ e la regola non fa eccezione in questo caso.


Anche adesso, mentre scrivo, potrei temere che il mio articolo non piaccia a nessuno(ma non è così, vero?!), ma colto da allucinazione intravedo in lontananza un velivolo con uno striscione che recita “Bassa autostima, vero?”.
Già, l’ autostima.


E’ più forte di noi: per sentirci appagati, sentiamo l’ esigenza di essere apprezzati, lodati, stimati, riconosciuti in qualche modo.

Il bisogno di sentirsi apprezzati

Il bisogno di sentirsi apprezzati…

Ok va bene, ma quindi che problema c’è?


Beh, a questo punto abbiamo un problemone. Non ne usciremo con un semplice”embè?”
Come direbbe Marco Travaglio, seppur riferendosi ad altro argomento, “siamo una repubblica fondata sull’ embè”.

Nel momento in cui la ricerca dell’apprezzamento altrui diventa una vera e propria ossessione, appare molto chiaro che la diretta conseguenza è che smettiamo di vivere la nostra vita e cominciamo a vivere quella che vorrebbero altri.

E affiora quel senso di alienazione che non lavi più via.


Se non stimi te stesso, non riuscirai a prendere decisioni con la giusta lucidità e non riuscirai a tenere la barra dritta nelle varie situazioni di difficoltà che ti si pareranno davanti, partirai già sconfitto.

Ma esiste rimedio per questa “malattia”?

La giusta cura…


Quale potrebbe essere la cura adatta se non lavorarci a testa bassa?
Questa parte della crescita personale è imprescindibile e andrebbe insegnata nelle scuole(come la finanza personale tra l’ altro), perché l’ essere umano è una “macchina” molto complessa ed è fatta di una miriade di moltitudini.

– L’oggetto del giudizio


Purtroppo, malgrado i millemila progressi che abbiamo fatto finora come civiltà, ancora non riusciamo a dare per acquisito, per scontato che una persona NON DEVE E NON PUO’ ESSERE OGGETTO DI GIUDIZIO.


Con ciò non intendo dire che non possiamo avere un’ idea o un’ opinione di qualcuno, ci mancherebbe altro(evviva la libertà di pensiero!).
Il vero problema nasce nel momento in cui ci trasformiamo in giudici rispetto a tratti assolutamente personali e logicamente non oggetto di valutazione esterna.


Come ci insegna Aristotele, è vero che l’uomo è un animale sociale e quindi vive anche di relazioni e rapporti, ma questo è cosa ben distinta dal porlo perennemente al centro e renderlo preda dei giudizi altrui.

Quasi come se fossimo un oggetto la cui qualità è “misurabile” in qualche modo…


Ma quindi come liberarsi dal giudizio altrui?


Dobbiamo lavorare su noi stessi(na parola…).
In caso qualcuno dovesse “sentenziare” sul nostro operato o su ciò che diciamo, occorre andare avanti e farsi scivolare tutto.


Per qualsiasi cosa facciamo o diciamo o progettiamo, ci sarà sempre chi sarà pronto a smontarci.

Nel 90% dei casi è innanzitutto perché non comprende le ragioni che ci hanno spinto ad operare tali scelte, e soprattutto non vede di buon occhio una cosa che egli stesso non avrebbe il coraggio di fare.

E’ questo il motivo per il quale si dice che chi giudica gli altri in fondo non fa altro che giudicare sé stesso.


Quello debole è chi giudica, non tu!
Chi fa fa, chi non fa giudica.


Raggiungere questa consapevolezza è la panacea che ci permetterà di trovare quella forza interiore che spesso ci manca perché tendiamo a guardare troppo le situazioni dall’ esterno con gli occhi di chi ci giudica, dimenticando di guardarci dentro. Che è la prima cosa da fare.

– La tua piena realizzazione


Lasciarsi sopraffare dalle paure cosa comporta?
La procrastinazione.
Qual è la conseguenza della procrastinazione?
Il non fare nulla, quindi?
La stasi più totale.

E allora?
I tuoi sogni resteranno chiusi in quel cazzo di cassetto di cui ci parlano da quando siamo piccoli!
Se non ti scrolli di dosso tutti quegli ostacoli mentali che azzoppano il tuo progredire ma come credi che potrai raggiungere l’ entelechia?


Aristotele, assieme ad altri sapienti dell’ antichità, aveva già capito tutto.
Se ci rifletti bene, stai rinunciando alla tua piena realizzazione soltanto perché qualcuno potrebbe non essere d’ accordo?


Ascoltami bene: queste persone non fanno parte della tua vita o del tuo progetto. Adesso ci sono perchè giudicare è la loro “arte”, ma quando avrai problemi economici, o bollette da pagare, oppure si tratterà semplicemente di darti una pacca sulla spalla, non ci saranno. Non li vedrai neanche in lontananza.

Nonostante ciò, contro logica, presti loro attenzione durante la fase embrionale di una tua iniziativa; a questo punto capirai bene che la barriera più forte da abbattere è quella che hai eretto tu stesso!


Nel momento in cui capirai che è stupido cercare di piacere sempre e a tutti(non ci riuscirai mai!), allora realizzerai di conseguenza che basta ignorarli quei tuttologi, fidati!

Saluti(ma non vado via eh!)

Bene, siamo in chiusura e spero di averti trasmesso la mia vicinanza e il mio sostegno, ricorda che è sempre l’ Ubuntu ad indicarci la strada.


Ti lascio con la citazione di una mia cara amica(a sua insaputa):

Niente e nessuno può farti sentire inferiore, a meno che tu non glielo consenta.

E. Roosevelt

L’ Allegro – aka Francesco Allegretta


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