LE 6 LEZIONI DI VITA CHE LA SCUOLA NON TI HA INSEGNATO

Le lezioni mai insegnate dalla scuola

Diciamoci la verità: ma quanto erano belli gli anni della scuola?


Anche se l’ abbiamo lasciata da tempo, la ricordiamo con nostalgia e rappresenta uno dei momenti più belli della nostra vita.

E’ proprio in quel frangente che abbiamo gettato le basi del nostro (non) sapere, tuttavia ci sono diverse cose che non ci sono state dette o insegnate e che abbiamo dovuto imparare da soli.


E’ arrivato il momento di svuotare il vaso di Pandora, vieni dai!

Informarsi non significa “saper fare”

Le lezioni di vita che la scuola non ti ha insegnato –
Informarsi non significa saper fare

La grandezza di internet è che ci permette di disporre di una quantità abnorme di informazioni, dati, notizie.


Prima del suo avvento reperirne era davvero un’impresa ardua, mentre oggi è esattamente l’ opposto ma occorre tener presente che c’è il problema della qualità delle fonti e delle informazioni stesse.

Quindi il problema qual è?

Il problema è che c’è un grosso misunderstanding in quanto troppo spesso passa il messaggio “informarsi = sapere o saper fare(ancora peggio)”.


Guardare un documentario, un tutorial(casomai ne esista uno), o leggere come si costruisce una navicella spaziale non ci renderà in grado di farlo, in nessun modo.


La lezione di vita che dobbiamo trarne è che informarsi sta alla base, poi occorre studiare approfonditamente e poi c’è la fase tre che consiste nello sporcarsi le mani, provare, riprovare, sbagliare, aggiustare il tiro, essere pronti a rivedere le proprie posizioni, prendere atto dei miglioramenti e aggiornarsi continuamente.


La parola d’ordine è esperire.
Esatto, fare esperienza di ciò che si è appreso.

PS se considerassi tutte le ore trascorse da piccolo a giocare a “l’allegro chirurgo”, dovrei essere un luminare della medicina. E invece…

Non si può piacere a tutti.

Le lezioni di vita che la scuola non ti ha insegnato – Non puoi piacere a chiunque

Quante volte lo abbiamo sentito dire?
Quante volte noi stessi abbiamo pronunciato queste parole?


Anche qui c’è un problema, quale?

Il problema è che malgrado venga ripetuto in tutte le salse, noi(intesi come società) non ci crediamo.


A livello individuale siamo profondamente consapevoli del fatto che davvero non si possa piacere a tutti e quindi, dobbiamo semplicemente portare avanti il nostro percorso di vita e i nostri progetti.
Giusti o sbagliati che siano, molto semplice.


Ciò che non va è che noi animali sociali(Aristotele docet), malgrado quanto sopra esposto desideriamo ardentemente ottenere il plauso degli altri e modelliamo il nostro essere sulla base delle altrui aspettative, guardate quanto siamo contraddittori!

Per carità, le contraddizioni possono essere sia positive che negative, ma questa di certo non ci aiuta.


Il chissenefrega è una delle maschere più affascinanti da indossare, ma resta una maschera.


Soltanto chi lavora sulla propria crescita personale riesce a raggiungere la piena consapevolezza di sé e della propria coscienza, neutralizzando completamente i giudizi altrui.

Attenzione: ho parlato di giudizi di cui fregarsene, guai a diventare invece totalmente sordi ai pensieri costruttivi!

La felicità.

Le lezioni di vita che la scuola non ti ha insegnato – La felicità

Che bella parola: felicità.
Se ne parla ovunque: oceani di libri, ebook, podcast, pensieri, parole…


Ho sempre pensato che il più onesto dei vocabolari debba indicare alla voce “felicità” questa esternazione: “Ognuno la intende come vuole, cosa c’entro io?”

Ma in fin dei conti cosa si intende con questo termine?


Come si fa a dare una definizione univoca se ciò che rende felice te potrebbe non rendere felice me e viceversa?


E’ un concetto talmente personale, variegato e polisemico che è quasi impossibile da definire.


Per quanto mi riguarda sono stufo delle risposte preconfezionate ad uso e consumo di tutti.

Ogni giorno ne sentiamo di ogni e gira che ti rigira sono sempre le stesse: per alcuni sono i soldi, per altri l’ amore, per altri la conoscenza, per altri il potere, per altri una vita semplice, per altri una casa in legno che si affacci sulle cascate del Niagara(ma lì prende il wifi? Vabbè…).

Mai nessuno che alla domanda “cos’è la felicità?” risponda “La risposta non c’è, ma quando la provi capisci che è lei”

Il dolore.

Le lezioni di vita che la scuola non ti ha insegnato – Il dolore


Cari amici miei: fare esperienza è la cosa più bella del mondo, ma inevitabilmente tante volte bisogna passare attraverso momenti dolorosi.


Già: la funzione didattica del dolore.

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che non si può condurre un’ esistenza senza aver fatto conoscenza di questo importantissimo compagno di viaggio.


Perchè importante?
E’ importante perché malgrado vorrebbero tutti farne a meno, ha un raro potere: ti tempra.

Quando affronti una situazione dolorosa e magari hai già affrontato quel tipo di sofferenza o comunque qualcosa di simile, non dico che non soffrirai ma avrai una corazza migliore che attutirà il colpo.


“Ciò che non ti uccide ti rende più forte” non è una semplice citazione di Nietzsche(chi altri se non lui!) o un celebre pezzo rivisitato da Kanye West, ma è una delle più grandi verità della condizione umana.

La morte.

Le lezioni di vita che la scuola non ti ha insegnato – Cos’è la morte?


Il mistero irrisolto

E come poteva mancare l’ineluttabile sorella morte.

Ma cos’è la morte?


Per tanti è l’evento funesto che segnerà il capitolo finale della propria vita, per altri è un semplice ricongiungersi con la natura, per altri è il preludio ad una nuova vita.


Sicuramente il nostro cuore smetterà di battere, è inevitabile, ma come in ogni cosa dobbiamo cercare di trarne un insegnamento o comunque qualcosa di positivo.


Qual è la sua utilità?


Se ci pensate bene, non la morte in sé ma il pensiero della morte funge da campanello di allarme e ci ricorda che per vivere appieno dobbiamo seguire la stella del “hic et nunc”, esatto: il qui ed ora!

Inevitabilmente tale concetto deve affrontare la dimensione religiosa in quanto essa, volenti o nolenti, influenza(per usare un eufemismo) l’ esistenza di chi è credente.

Riflessione personale

Per parlarvi a cuore aperto, anche se ciò mi espone all’ antipatia di tanti e ad aspre critiche, trovo onesto dire come la penso.
Io, al pari di qualunque altro essere umano, non so nulla di nessuna eventuale divinità e quindi non posso sapere se esistano o meno entità spirituali superiori a noi.


Ciò di cui invece sono convinto, ma io non sono il verbo e quindi sto esprimendo solo il mio pensiero, è che le divinità rappresentate dalle religioni(che sono state create da uomini) siano proprio il riflesso esasperato del pensiero dell’ uomo proiettato nei cieli, il quale va a raccogliere tutte le aspettative, le qualità, e le mancanze della condizione umana.


Non posso che non trovarmi d’accordo con Feuerbach che affermava:

Non è Dio che ha creato l’ uomo, ma l’ uomo che ha creato Dio.


Chiusa questa parentesi personale, perché è importante tenere in considerazione la religione?
Perchè i comportamenti e le vite di uno sterminato numero di persone in giro per il mondo sono incardinate sul rispetto di precetti religiosi, condivisibili o meno che essi siano.


Ciò influisce sia nel breve termine considerando le scelte di vita quotidiane, che nel lungo visto che si agisce in determinati modi perché tanto poi ci sarà “la vera vita nell’ Aldilà”.
Il problema è che chi vive passivamente la vita perché poi ce ne sarà un’ altra fatta di pace, beatitudine, assenza di preoccupazioni, tenderà a sopravvivere piuttosto che a vivere.


La mia è una semplice riflessione dettata dal buonsenso, dopodichè ognuno è libero di vivere la vita che vuole.
Amen.

Crescita personale

Le lezioni di vita che la scuola non ti ha insegnato – la crescita personale

Senza saperlo, in maniera implicita, gli insegnamenti dei nostri genitori ci spingono in una direzione piuttosto che in un’ altra e segneranno per sempre la nostra esistenza.


Nella migliore delle ipotesi, tra le varie cose, spianeranno la strada allo sviluppo e alla crescita personale.


L’ argomento viene totalmente ignorato dalla scuola, salvo alcuni insegnanti dall’ animo illuminato capaci di trasformarci in persone migliori, ma come sempre capita ce ne accorgeremo anni dopo.

Gli stimoli esterni fanno sempre piacere e rappresentano oro colato, ma più avanti andiamo con gli anni e più verranno a mancare nel senso che non avremo più delle guide che ci indicheranno la strada, ma dovremo essere noi stessi ad essere la nostra guida.


E’ un passaggio duro e difficile, all’ inizio ci sentiremo smarriti e dei perfetti incapaci.


E’ qui che comincia la nostra vera storia e per raggiungere la nostra crescita personale c’è una cosa che non possiamo permetterci di non fare: raccogliere il messaggio delle generazioni che ci hanno preceduto, eliminare ciò che è inutile o lesivo e portare avanti le cose positive e migliorarle.


Questa è la chiave di tutto.


Ma non preoccupatevi, tutti siamo chiamati a questa “missione”: l’ obiettivo è rendere migliore l’ umanità.


Per cui non sentitevi non all’ altezza. Siamo tutti sulla stessa barca…

Conclusione e saluti

Sapete ragazzi, la vita è un viaggio bellissimo, forse l’ unico senza una meta. O meglio una meta che si rinnova giorno dopo giorno.

Vi lascio con la citazione di un talentino niente male, un giovanotto di nome Soren Kierkegaard:

La vita può essere capita solo all’indietro ma va vissuta in avanti.

Un abbraccio

l’ Allegro – aka Francesco Allegretta

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