LA PAURA RENDE IL LUPO PIU’ GRANDE DI QUELLO CHE E’!


Dice un vecchio ma sempreverde proverbio tedesco”La paura rende il lupo più grande di quello che è”.

Ragioniamoci su: ma davvero la paura ingigantisce le cose?

Beh, la risposta non è nè immediata nè semplice. Inseguiamola, vieni dai!

Niente paura!

Tante volte ci siamo trovati, ci troviamo e ci troveremo ad esporci nel prendere una posizione, ciò inevitabilmente porterà dei risultati che potranno rivelarsi negativi o positivi, ma il tratto fondamentale è il mindset con cui assumeremo tali posizioni: non bisogna avere paura!

La paura è un freno che inibisce le nostre intuizioni, offusca le nostre idee e talvolta non ci permette di metterle in pratica.


Attenzione: quando dico che non bisogna aver paura, non intendo assolutamente istigare a lanciarsi nel vuoto senza paracadute!

Credo che poi difficilmente avremo la possibilità di poterlo raccontare a qualcuno…

Cosa ben diversa, e sotto certi aspetti salutari, sono le preoccupazioni.

Infatti le trovo utilissime perché ci fanno sorgere dubbi e i dubbi permettono di espandere la mente e di avere una visione che ci aiuterà a giocare d’ anticipo rispetto ad eventuali incidenti di percorso.

Abbi il coraggio di decidere

Personalmente sono tra i fautori del vivere la vita con leggerezza e spensieratezza, ma ciò non vuol dire che non ci si debba mai assumere delle responsabilità dettate dalle evenienze quotidiane.

In parole povere non bisogna aver paura di decidere.


Dobbiamo avere il coraggio di farlo con lucidità e raziocinio nel qui ed ora, senza ruminazioni su cosa potrà accadere tra 60 anni.

Noi essere umani alterniamo momenti di semplicità a momenti di complicatezza estrema, ma per fortuna abbiamo degli assi nella manica da poter tirar fuori per risolvere i problemi.


Facendo un tuffo nel passato, i momenti più belli, più folli, più strampalati, più geniali, più ridicoli anche, li ho vissuti grazie a quel pizzico di coraggio e di sfrontatezza senza i quali mi sarei perso gli anni più assurdi e incoscienti della mia vita.


Nel mio universo “incosciente = stratosfericamente eccitante.”


Sono uno che vive i ricordi con entusiasmo, non tendo alla nostalgia e alla tristezza che ne deriva, anzi: mi piace parlare di amarcord con segno positivo.


Mi piace catalizzare tutte le belle esperienze vissute e gli insegnamenti che ne ho tratto in una sorta di aura potentissima che mi permette di sfoggiare l’ arma o la qualità giusta nei momenti di necessità.

La carta vincente


Benchè non sia un giocatore di poker, ho da dire la mia.


Quando affronto una situazione difficile o parlo con qualcuno, o argomento, o discuto, spesso mi capita di aggiungere dello humor alla conversazione.

Grazie alla dialettica riesco a volgere le cose a mio favore o comunque a superare momenti in cui parto da una posizione di svantaggio.

Questa è la mia carta vincente contro la paura.

-Scusa ma si parlava appunto di paura, cosa c’ entra lo humor?

Oh c’ entra eccome.
Nella mia personale esperienza ho imparato come l’ ironia può farci superare l’ imbarazzo, la paura e ci permette di dire delle cose che con seriosità probabilmente non avremmo avuto il coraggio di dire.

Vi racconto un aneddoto di vita reale per rendere l’ idea.


Tempo fa, a lavoro, il mio capo si stava lamentando di determinati comportamenti tenuti da alcuni miei colleghi. Ordinaria amministrazione.


il fatto è che quegli stessi difetti che lui ritrovava negli altri rientravano tranquillamente anche nel suo agire.
Un classico.

Alle sue esternazioni io risposi “Lei non ama gli specchi, vero?”
E lui: “In che senso?”
Ed io:”Il fatto è che spesso l’ ipocrisia manca di autoconsapevolezza…”

Al che lui fece finta di ricevere una telefonata e uscì dal mio ufficio.
True story.


Situazioni come queste non sarebbero mai state possibili senza i bellissimi momenti di goliardia trascorsi con i miei amici.

Ci bastava giocare con le parole quando non svolgevamo alcun tipo di attività in particolare e non sapete quanto mi è servito.

Quei momenti di gioco in cui ragionavamo e sragionavamo allo stesso tempo, anche se è bizzarra come conseguenza, mi hanno indirettamente infuso coraggio.

La freccia in più

Quante volte non esprimiamo il nostro dissenso o le nostre differenti posizioni per paura?

-Ma di preciso: paura di cosa?


Paura della reazione di un capo, di un amico, di un familiare, delle persona che amiamo.


-E allora come si fa?


La pozione magica non esiste ma quando il gioco si fa duro, beh allora i duri cominciano a giocare.

Ciò che dobbiamo fare è estrarre dalla faretra la nostra freccia più tagliente ed elegante: la forma!

-Cosa?

Mia nonna diceva sempre “con i giusti modi e con le giuste maniere credo si possa dire pressochè qualsiasi cosa”.


In un contesto lavorativo o familiare piuttosto che sentimentale possiamo tranquillamente esporre tesi e pensieri diversi con garbo, educazione e rispetto del pensiero altrui. Funziona davvero!

Il fatto che viviamo in un’ epoca in cui anche completare un discorso risulta complicato, certo non aiuta.

In generale tendiamo a parlarci sopra e cominciamo a rispondere ancor prima che l’ interlocutore abbia espresso il concetto,
infatti spesso rispondiamo in maniera errata perchè non avevamo ben afferrato la domanda.


Se soltanto lasciassimo finire il discorso…

Quindi grazie alla giusta forma, rispettando la sensibilità e l’ utilità del pensiero nostro e altrui, possiamo superare la paura

La paura di mostrare noi stessi


Una delle paure più forti che ci troviamo ad affrontare non è esterna, ma è dentro di noi.


Ciò che intendo dire è che uno dei nostri fantasmi interiori più duri a morire è la paura di mostrare chi siamo, ed è tremenda!


A questo punto non posso non evocare il sempiterno Pirandello con la sua teoria delle maschere.


Cercando di essere breve ma esaustivo, il succo del suo prezioso pensiero è che l’individuo indossi delle maschere a seconda del contesto sociale e familiare.


Risultato? Divario oceanico tra come percepiamo noi stessi e come ci percepiscono gli altri, arrivando a non sapere più chi siamo!

-Ma come: conviviamo con noi stessi da una vita intera e neanche ci conosciamo?

Può sembrare incredibile, ma è proprio così.

Ecco perchè più passa il tempo e più maturo la convinzione che la metafora del viaggio non sia compatibile con la vita.

Un viaggio è tale perchè ha un inizio e una meta da raggiungere, quindi una fine.

La vita, essendo continuamente “in divenire” rappresenta una perenne ricerca di crescita, sviluppo, miglioramento, consapevolezza e soprattutto NON AVENDO UNO SCOPO(se non quello stesso di vivere), una meta non ce l’ ha!

Capisco che questo possa spaventare perchè va a scardinare qualcosa che reputavamo una certezza, ma ripetiamo insieme “la paura rende il lupo più grande di quello che è”.

L’ Allegro – aka Francesco Allegretta
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