Lavoro – l’ importanza del rispetto


No ragazzi eh! Scusate ma cos’è che avete in mente? A lavoro si lavora, è lapalissiano, si produce perché bisogna fatturare, generare guadagni, utili, profitti.
Quindi del rispetto tra colleghi oppure nel rapporto tra dipendente e capo ce ne facciamo ben poco, chiaro?

Forza, rispondiamo tutti a pieni polmoni e a gran voce: assolutissimamente NO!

Ehilà ciao ragazzi, come sempre L’Allegro è qui con voi.
Benvenuti come di consueto.
Stavolta siamo belli comodi su una panchina per sciorinare il nostro argomento di oggi: l’importanza del rispetto sul posto di lavoro.
Una delle principali(se non LA principale) fonti di insoddisfazione in ambito lavorativo è proprio legata al modo in cui veniamo trattati, discorso tra l’altro estendibile ai rapporti sociali in genere.

Casi pratici

Qualche caso pratico per esemplificare e rendere concreto il discorso.
Eccovi qua, immaginate: siete in ufficio incasinati a bestia con 100.000 compiti da portare a termine, problemi neanche a dirlo che un’ eruzione vulcanica a confronto sembra una traccia audio per fare yoga e vi squilla il telefono.

Basterebbe questo per farvi camminare a un metro da terra a quattro zampe e con gli occhi perfettamente in grado di fissare la schiena.
Per analogia è un pò la stessa reazione di quando va via la corrente e vi si spegne il PC nonostante abbiate comprato un potentissimo UPS. So cosa si prova…



Dicevamo dei millemila casini e del telefono che squilla.
Dall’altra parte del telefono c’è un/una collega o il capo che vi passano clienti incazzati dei quali non vogliono saper nulla, oppure che con insistenza e supponenza scaricano del lavoro su di noi, oppure che vi chiedono “aiuto” per sfruttare la vostra disponibilità.

Un altro caso potrebbe essere quello in cui fate bene il vostro lavoro ma al primo inghippo venite rimproverati e criticati pesantemente; un altro esempio che va a mortificare l’ importanza del rispetto potrebbe essere quando altri colleghi mettono bocca sul vostro operato malgrado non siano né competenti né tantomeno titolati a farlo. Magari con commenti totalmente fuori luogo e volti ad aizzare il capo contro di voi(è un mondo che va così). E potremmo andare avanti così per ore ed ore.

Il rispetto come nostra immagine riflessa




Il concetto che bisogna tenere bene a mente, secondo il mio modestissimo parere, è che portare rispetto è importante in quanto costituisce la precisa rappresentazione dell’impressione che diamo di noi stessi.

Di conseguenza, in un’ottica di do ut des, dobbiamo essere noi per primi a portare rispetto dimostrando così di riconoscere il valore degli altri siano essi colleghi, superiori, subordinati.

E’ importante anche dimostrarsi disponibili verso gli altri ma con un asterisco gigante quanto una casa, ovvero(come accennato sopra) lasciando intendere che siamo disponibili sì a dare una mano ma non ad essere presi in giro con la scusa di un parere o di un piccolo supporto.

Piccoli tips

Poi è chiaro, possiamo aggiungere tanti piccoli tips che possono aiutare nella vita in generale ma a maggior ragione sul posto di lavoro. Tutte cose piccole, molto molto semplici: salutare sempre con il sorriso che non guasta mai, essere gentili, essere giusti nel valutare determinate situazioni, non cercare sempre il colpevole per sminuirlo ma lavorare assieme per trovare una soluzione, essere propensi al dialogo, non prendere le discussioni sul personale, chiedere scusa quando si sbaglia o quando distraiamo qualcuno da un’attività in corso.

– Ma tu lo rispetti il tempo altrui?



Distrarre qualcuno, già. Adesso tocchiamo un tasto dolente perchè è quello che accade a me ogni santissimo giorno.

Questo è un tema che troppe volte passa sotto traccia: il rispetto del tempo altrui.
E’ una cultura che in molti non hanno. Dobbiamo imparare che il tempo è una delle risorse più preziose che abbiamo e che va speso con proficuità, guai se qualcuno ci fa perdere del tempo per motivazioni futili!


Allo stesso modo dobbiamo stare attenti se quel qualcuno siamo noi: dobbiamo dimostrare di essere rispettosi ed empatici nel capire che il tempo degli altri ha lo stesso valore del nostro.
Prima di disturbare riflettiamo bene sull’ urgenza e l’ importanza della questione che stiamo per sottoporre al/alla collega distraendolo/a dall’ attività in corso.

– E la puntualità?

Vogliamo parlarne?
So bene che a tanti di noi non conviene farlo e infatti lo faccio!
Dobbiamo superare i nostri limiti.

Arrivare puntuali ad un appuntamento e pretendere che gli altri facciano altrettanto, sono due facce della stessa medaglia.
Lasciando da parte i nostri egoismi, occorre considerare che molto probabilmente la persona con cui dobbiamo incontrarci abbia modellato gli orari della sua agenda in maniera tale da potersi incontrare con noi; magari sacrificando altri impegni di eguale importanza.
Ancora peggio se le facciamo saltare gli incontri successivi al nostro per colpa di un banale ritardo.

Basta ragionare con un pizzico di buonsenso:qual è uno dei nostri sogni più proibiti? Diventare padroni del nostro tempo.
Quindi, per coerenza, non possiamo porre in essere degli atteggiamenti che tendano a far diventare gli altri “schiavi” dei nostri ritardi.

Non rimpiango le persone che ho perso col tempo, ma rimpiango il tempo che ho perso con certe persone, perchè le persone non mi appartenevano, gli anni sì.

Carl Gustav Jung

Chiaro? O preferiamo farci blastare da Jung?

L’ importanza del rispetto a lavoro – conclusioni



Dulcis in fundo, lascio una porta aperta.
Un aspetto che non sempre viene valorizzato a dovere è che il rispetto ricevuto è un’ottima fonte di motivazione, un tema da me molto sentito che avrà una trattazione ad hoc.

Bene, anche per oggi è tutto. Adesso scappo perchè ho lasciato il monopattino in doppia fila, spero di esservi stato utile e di aver posato un ulteriore mattoncino nella costruzione di questo mondo migliore guidato dall’ Ubuntu.
Vi raccomando: raccogliete informazioni, condividetele, sosteniamoci tutti a vicenda e cerchiamo di essere l’uno il power-up dell’altro.

Questo mondo ha bisogno di umanità. E di rispetto

L’ Allegro – aka Francesco Allegretta
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