Esci da questa zona di comfort!

Quello che hai non ti basta, la tua vita non ti basta, vuoi raggiungere il livello successivo.

Ergo: devi uscire dalla zona di comfort.

Di cosa sto parlando? Chiedilo a Cristoforo Colombo.

Diceva l’ avventuroso navigatore:

“Non si può mai attraversare l’oceano se non si ha il coraggio di perdere di vista la riva.”

-Tradotto: se vuoi ottenere di più, esci dalla tua zona di comfort. Anzi:”Esci da questa zona di comfort!”

Il buon Cristoforo ci aveva visto lungo, anticipava di secoli un argomento che per noi è così attuale. Un profeta.

Cos’ è la zona di comfort?

Zona di comfort



Ormai in tanti hanno assunto la consapevolezza vera che se si resta confinati entro i propri limiti, non si potrà mai crescere.

-Ok, ma in fin dei conti cos’è la comfort zone?

E’ il tuo porto sicuro, la tua attuale vita fatta di routine e abitudini, la tua attuale condizione, vivi trincerato dietro le tue capacità, continui a fare soltanto le cose che sai già fare e prosegui su quella strada. Senza infamia e senza lode.

Una persona poco lungimirante potrebbe chiedersi:”Perché mai dovrei desiderare di uscire dalla zona di comfort?”

In effetti ad una prima analisi sembrerebbe assolutamente irragionevole voler uscire da una condizione in cui facciamo le cose che sappiamo fare bene(compreso il fantacalcio), che ci mettono a nostro agio, che ci esentano da stress, ansia, nervosismi, paure(allora escludo il fantacalcio).

Verrebbe proprio da dire il contrario: abbiamo bisogno della nostra “morbida” e familiare zona di comfort!

-E allora qual è il problema?
Che percorrendo sempre le stesse, identiche, solite strade NON SI MIGLIORA.
Ergo: non si cresce.

Per carità: chi SCEGLIE(perchè è una scelta) di voler rimanere dentro le proprie competenze e proseguire la propria strada senza quell’ ebbrezza, quel disagio, quel mettersi alla prova, quella paura dell’ ignoto che potrebbe sì portare al livello successivo ma se dovesse andar male potrebbe causar problemi…è libero di farlo. Rispettabilissimo.

La chiave di volta

zona di comfort 1

Il discorso cambia radicalmente se introduciamo due variabili come cambiamento e consapevolezza.
E’ così che gira: assenza di nuove sfide, quindi non c’è apprendimento, quindi non c’è miglioramento, quindi NON C’E’ CAMBIAMENTO. E se non c’è cambiamento, non puoi passare ad un livello di coscienza e consapevolezza successivo, in pratica NON CRESCI.


Oltrepassare i confini delle nostre sicurezze comporta inevitabilmente disagio e fatica, diciamo tranquillamente che siamo costretti a sbatterci (come dicono a “Kembrigg”).

Non a caso quando siamo nella zona di comfort siamo sì in pace, ma non sentendoci stimolati ci manca quel quid per poter arrivare a dare quel qualcosa in più che aggiunge VALORE.

Scomodando il mondo della finanza(oddio ho detto finanza!), potremmo dire che uscire dalla zona di comfort è un pò come un investimento: senza rischio NON ESISTE.

La fortuna però è che una volta riusciti ad arrivare a questo benedetto “livello successivo” siamo a posto, niente più problemi ed ansie. Giusto?

Niente di più SBAGLIATO.
Ragiona: se esci da una zona di comfort per migliorare, mettiamo che ci riesci, ma poi cosa succede?
Che entri in una nuova zona di comfort!

Devo ammettere che sono stato un pò discolo, si scherza dai.
La situazione, letta nella maniera descritta sopra sarebbe da suicidio, infatti la giusta chiave di lettura è che la zona di comfort si espande grazie allo sforzo che hai fatto per uscire da quella precedente.

Il nostro obiettivo è crescere, migliorare e GIOIRE e GODERE dei risultati.

Uscire dalla zona di comfort: salvezza o condanna?

zona di comfort 2

Intendiamoci bene: spingersi oltre la comfort zone dà, spingersi oltre la comfort zone toglie.

-Cioè?

Se è vero ciò che abbiamo detto, è vero anche il contrario.
Spingersi oltre i propri limiti per raggiungere il livello successivo è salutare ed ambizioso, ma se si esagera si ottiene l’ effetto diametralmente opposto: si perde lucidità, ansia incontrollata, perdiamo di vista l’ obiettivo e ci ritroviamo tra le mani un biglietto di sola andata verso l’ isola di BARATRO.
Esatto: falliremo.

E’ fondamentale tenerlo bene a mente: non è che dobbiamo sempre correre, la produttività non deve diventare una RELIGIONE(e qui si aprirebbe un mega-dibattito ma non è tema di questo articolo); non dobbiamo sempre correre come i criceti sulla ruota, occorre anche “rallentare e fermarsi ad osservare il paesaggio”(credo di averla già sentita…).

Per deliziare i cinefili(da non confondere con i vegetariani), finiremmo come l’ adorabile Forrest che era talmente preso dalla sua corsa che poi aveva dimenticato il motivo della corsa stessa.

A proposito: se non avete mai avuto modo di guardare questo film sappiate che dovete bloccare tutto e farlo.
Tra i tanti sentimenti e significati racchiusi in questo gioiello cinematografico, di crescita personale ce n’è “a pacchi”(espressione poco gradevole ma dovevo dirla così cazzo!).

La zona di comfort infelice



Catapultandoci nella VITA VERA, in periodi come questo di forte instabilità e di incertezza, uscire dalla zona di comfort diventa quasi d’ obbligo.

I problemi e le difficoltà sono talmente tanti e di varia natura che occorre diventare quanto più “cazzuti” possibile: bisogna inventarsi qualcosa.

Di contro, ci sono tante persone che “sguazzano”(passatemi il termine) nella loro zona di comfort infelice.

Anche se può sembrare un ossimoro, un illogico, è proprio così: in tanti, pur vivendo una condizione lavorativa o sentimentale tutt’ altro che felice, DECIDONO di non uscire dalla propria zona di comfort.

Ma com’ è possibile: uno soffre ma preferisce accettare passivamente la propria situazione continuando però a lamentarsene?
Ma allora questi umani sono davvero strani…

C’è una risposta plausibile a questa pazzia?
Sì e la ritroviamo nel concetto stesso di comfort zone: anche accettare una situazione venefica rientra in un contesto situazionale che NON RICHIEDE SFORZO.
Assurdo e sadomasochistico, ma vero…

Anch’ io ci sto provando!

Come ormai saprete, il mio pallino è quello di abbandonare il mio attuale lavoro per tutta una serie di motivi che non sto a spiegare adesso.

E come farlo se non uscendo…vabbè avete capito.


Devo dire che è da un bel pò che mi sto dando da fare: mi sto formando, sto costruendo una mia presenza online, ho imparato tante cose e tante altre ne devo imparare.

Pensate che fino ad agosto dello scorso anno non sapevo neanche come creare un podcast o un blog, quindi anche questo articolo potrebbe essere un risultato ottenuto uscendo dalla zona di comfort.

inoltre, dopo ben dieci anni ho ripreso l’ Università e a giugno mi laureerò(se il prof si degnasse di rispondermi per la tesi porca di quella…!)

Cose semplici fatte a piccoli passi, ma tangibili e portate avanti con impegno, determinazione e dedizione(e poco sonno).
Magari nessuno ci crede, MA IO SI CAZZO!

Concludendo, mi rivolgo a tutti gli insoddisfatti e li invito all’ azione: uscite dalla comfort zone per tirarvi fuori da questa grande menzogna che è la vita che state vivendo.

Lo dico a voi per ricordarlo anche a me: meritate più di così!

E’ il motivo per cui ho aperto il blog: chi è in difficoltà e si vede circondato dai propri demoni HA BISOGNO DI UNA PACCA SULLA SPALLA per reagire. E noi come comunità, in quanto umani dotati di umanità, GLIELO DOBBIAMO.
Forza ragazzi!

Un abbraccio,

Francesco

L’ Allegro – aka Francesco Allegretta

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