Disciplina, metodo e multitasking

Ooh ecco che arriva il mio ordine.
Ma aspetta un attimo: questo giovanotto che sta venendo mestamente a servire il caffè trasmette chiaramente insicurezza e bassa autostima. Un mix letale!
Ci sono tutti gli estremi per degli spunti di riflessione, visto quanto un umano può essere di ispirazione per un altro?



Ehilà baldo giovane, ben ritrovato!
Oggi siamo qui al nostro fantabar, ma non siamo in un bar qualunque: qui possiamo creare quella magia che ci permette di sostenerci a vicenda, aiutarci, raccontarci senza imbarazzo ed effettuare quella spinta ideale verso l’umanità.
Carissimo, questa location trasuda Ubuntu! Ah quante cose ha da insegnarci la bistrattata Africa…

La vuoi una citazione? Senti questa:

Tutti noi siamo abbastanza stupidi da credere di non essere all’altezza, mai davvero degni.

-Glenn Beck-

Ragazzi ma quanto è vero? Purtroppo la società odierna ci spinge verso la spettacolarizzazione dell’individuo e se non riusciamo ad eccellere in qualcosa, allora ci sentiamo inadeguati o peggio ancora veniamo considerati spazzatura.

Vita vera e Ubuntu


“Fai delle tue passioni un lavoro e non dovrai lavorare un solo giorno della tua vita”.
Wow! Bellissimo, fantastico, incredibile, ma la vita vera è un’ altra cosa.

Vedi, per tutta una serie di motivi c’è chi riesce e chi no, infatti non è facile fare delle proprie passioni un lavoro. Per quanto mi riguarda, proprio per indole, sarò sempre dalla parte di chi non ci riesce(te lo garantisco!) ma che però prova a percorrere una strada un po’ meno onirica è sicuramente più percorribile. Senza diventare patetici trincerandosi dietro un finto vittimismo che dà anche fastidio.

Questo è il mio senso dell’ Ubuntu: spingere con i nostri piccoli remi, ognuno per quel che può, affinché la corrente possa favorire noi e gli altri esseri umani in direzione di una vita più dignitosa e serena possibile, l’umanità intesa come una grande comunità. Che te ne pare? Non dirmi che è un’utopia eh!

– L’ importante è cominciare

Quindi?
Beh, adesso mettiti comodo e… ah no scusa, scusa: mi è partito l’ Aranzulla. Ognuno di noi ha un Aranzulla dentro di sè, puoi provare a nasconderlo, ma mentiresti solo a te stesso(what?)!
Ok, adesso mi calmo, piano piano che l’ esorcista dovrebbe essere in zona…

Stavo per dire che innanzitutto, per quanto mi riguarda, credo che occorra cominciare imboccando una strada(una qualsiasi) o magari proseguire quella che già si sta percorrendo nel caso uno la ritenga accettabile. Impegnati per assorbire come una spugna quante più conoscenze possibili, guarda a chi è più bravo di te!

Come dice il buon Jeff Bezos “It’s always day one”. E’ sempre il giorno uno, non si finisce mai di imparare e se lo dice lui, forse un pochino sarà vero; se credi di aver raggiunto il massimo dell’ apprendimento ti sbagli di grosso.
Chissà l’amico Jeff cosa starà facendo in questo momento…mi chiedi se lo conosco? Ahah mi chiede se lo conosco! Comunque no.

– Dalla teoria alla pratica


Bene, come secondo step occorre mettere in pratica quanto gradualmente appreso.
E’ tempo di agire, raccogliere pareri lungo il cammino e soprattutto non bisogna commettere la leggerezza di sottovalutare chicchessia: l’umiltà di capire che si può imparare da chiunque sta alla base di tutto.
Dopo aver fatto questo, è importante e riconoscere le proprie debolezze e spingere l’acceleratore sui propri punti di forza.


Come fare per alzare l’ asticella? Occorre disciplina. Sì, bisogna essere disciplinati.
In termini pratici devi avere un metodo che va applicato con costanza e consistenza, ricordalo sempre!

Considerato che devi lavorare continuamente per creare un tuo metodo e che non esiste un vademecum che ti indichi per filo e per segno come fare, diciamo che a grandi linee qualche dritta basata sull’ esperienza altrui c’è.

Ad esempio potresti partire analizzando tutte le attività che hai da fare, raggrupparle per tipologia ed evidenziare le priorità riportandole su un supporto che può essere una app piuttosto che una lavagnetta magnetica, in questa fase non importa lo strumento in sè ma l’ obiettivo che ti permette di raggiungere. A seguire potresti portare a termine le diverse operazioni seguendo l’ ordine che ti sei dato precedentemente.

Il mito del multitasking

E qua ci divertiamo.
Hai presente quando sei convinto di qualcosa ma non hai studi o esperti che la supportino in maniera dichiaratamente professionale? Ecco.
Ho sempre pensato che i recruiters e generalmente le aziende, nel momento in cui richiedevano tra le varie skill quella di saper agire su più fronti contemporaneamente, fossero di una stupidità assurda.

Come tutte le mode, a partire da un certo momento dire “multitasking” faceva figo, un pò come lo Spritz per l’ aperitivo o la musica trap per i più giovani.
Il problema sta proprio nell’ accezione del termine, ovvero si è mutuato dall’ informatica un termine che in realtà non significa affatto “portare a termine delle operazioni simultaneamente”; infatti i computer, seppur con velocità estrema, processano un’ operazione per volta.

– Forbes e l’ equivoco del multitasking


Ho trovato molto interessante un articolo di Forbes in cui è riportata un’ intervista al Dottor Winch, secondo cui il nostro cervello non sarebbe programmato per il multitasking, o meglio l’ utilizzo di tale termine è fuorviante. Infatti, a suffragio di quanto sopra esposto, lo studioso parla di switch tasking(appunto passare da un’ operazione all’ altra) e addirittura di quanto la simultaneità di diverse operazioni danneggi la salute psicofisica dell’ individuo e la produttività.

Insomma, è stato tutto un grosso equivoco semantico!
Da adesso in poi sei ufficialmente autorizzato a prendere per i fondelli chi si fregia di essere multitasking.

– E come la mettiamo con Elon Musk?

Spesso mi è capitato di leggere o ascoltare obiezioni del tipo “Sì, ma Elon Musk è la dimostrazione del contrario”.
Onestamente non so quanto ci sia di vero su questa mente straordinaria, ma ammettiamo che sia così: l’ approccio lavorativo di Musk è il multitasking.
Quindi? Ad libitum scambiamo l’ eccezione con la regola?
E se provasse a lavorare come gli altri “comuni mortali”, quali risultati otterrebbe? Non potremo mai saperlo, ma ciò che sappiamo è che dobbiamo andare avanti con il nostro percorso. Come un bulldozer


Adesso và e torna vincitore


Perfetto, adesso hai tutti gli strumenti che ti occorrono per progredire:

  1. disciplina;
  2. metodo;
  3. multitasking(ma anche no).

Ricorda che il tuo obiettivo non è diventare la persona più importante, influente e ricca del mondo(in ogni caso non guasterebbe), ma è la serenità a cui giungerai grazie alla consapevolezza di essere una persona migliore.

Ma Aranzulla?

l’ Allegro – aka Francesco Allegretta

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