Bassa autostima? Ecco come affrontarla definitivamente

Aspetta, aspetta, aiutami a capire: hai una bassa autostima e non sai come uscirne, vero?
Non so quanti articoli tu abbia letto, quanti blog abbia visitato e quanti forum abbia scandagliato, la verità è che c’è una folla oceanica a farti compagnia. E fa male dirlo.

Ma adesso basta, è arrivato il momento di affrontarla in maniera definitiva.

La carenza di autostima rappresenta un grosso problema e purtroppo, per via delle mille implicazioni negative che comporta, non è per nulla facile da combattere.
Come ben sai, invece, tu devi arrivare al massimo della realizzazione e non posso accettare che i tuoi sogni e le tue aspirazioni restino inabissati in un cassetto(sono stato abbastanza motivazionale?).

Definizione


Chiamo in causa Wikipedia:
 
“L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola autostima deriva appunto dal termine “stima”, ossia la valutazione e l’apprezzamento di sé stessi e degli altri.”

Come faccio per ogni argomento che mi piace approfondire, mi fermo a riflettere.
Il termine è formato da auto e stima, sul secondo termine ci siamo ma è il primo che mi colpisce particolarmente.
Citando il dizionario Treccani, auto significa da sé, che avviene con mezzi propri, che riguarda sé stesso.
E qui c’è qualcosa che non mi torna.

Mi chiedo: se per autostima intendiamo la stima che arriva da sé(ergo da te), perché lasci che siano gli altri(quindi non te) a determinarne l’entità?
E poi perché in tanti casi sei tu stesso a desiderare disperatamente conferme esterne?

Tranquillo, non sei pazzo.
Tutti siamo in balia di continue lotte interiori tra incoerenze, dubbi inutili, bugie, cattiverie, strani pensieri.
Tutto ed il contrario di tutto.

I sintomi

Anche se non siamo in presenza di una vera e propria malattia, è possibile indicare dei tratti caratteristici sintomi di scarsa autostima, vediamo se ti sono familiari:

  • pessimismo e catastrofismo dilaganti;
  • tendenza ad identificare le proprie azioni con sé stessi, quindi si è convinti di ricevere sempre critiche personali;
  • assoluta convinzione di esser sbagliati, quindi non degni d’amore, quindi di meritare la condizione miserevole in cui si versa(un vero toccasana!);
  • livello di fiducia in sé stessi sotto le scarpe;
  • fuga da contesti sociali in quanto non ci si sente all’altezza;
  • rinuncia ad esprimere i propri inutili pensieri, bisogni e ci si fida più delle opinioni altrui che delle proprie;
  • terrore di esser giudicati(vedi ansia sociale);
  • assoluta intransigenza verso i propri errori (a prescindere dalla gravità) e perenne paura di aver danneggiato qualcuno. Occhio che ansia e depressione sono dietro l’angolo!;
  • in presenza di episodi in cui qualcosa non è andato come doveva, si tende a calamitare le eventuali colpe verso di sé;
  • assenza di ambizioni particolari e totale disinteresse verso nuove sfide;
  • stato di stanchezza generalizzata;
  • (possibili) disturbi dell’alimentazione e autolesionismo.

Immagino ti fischino le orecchie…

Le cause

Di base è molto semplice: il divario che percepisci tra ciò che sei e ciò che vorresti essere ti travolge e ti porta ad avere una considerazione di te pari al massimo del minimo.
Analizziamo le cause.

I genitori

Già, loro.
Può sembrare incredibile ma quelli che dovrebbero essere i tuoi più grandi sostenitori, a volte possono rivelarsi i tuoi più grandi detrattori.
Tutti siamo stati bambini, ma come siamo stati trattati fa tutta la differenza del mondo.

Secondo le neuroscienze le mappe cognitive dei bambini, ovvero le modalità con cui procedono a conoscere il mondo, si formano nei primi tre anni di vita.
Assodato quanto appena esposto, unitamente al fatto che i bambini vengano paragonati a delle spugne che assorbono tutto, non ti sorge il dubbio che l’autostima risenta fortemente di tutto questo?

Riservare al bambino un’infanzia difficile quasi sicuramente farà colare a picco il livello della stima che avrà di sé avvelenandone la crescita.
Questo tema è di cruciale importanza, altrimenti l’adolescente che verrà resterà marchiato a fuoco.
Va da sé che l’infanzia è un momento delicatissimo della nostra vita, un momento che deve essere scandito da gioia, serenità e valorizzazione del bambino.

I sentimenti e gli stati d’animo dei piccoli risentono fortemente dell’ambiente affettivo circostante. Difatti esporli ai continui litigi dei genitori, a tanti bravo mancati e a continue lavate di capo, non farà altro che foraggiare la bestia della bassa autostima.
Attenzione: non sto dicendo che i genitori siano cattivi e che si comportino male per rovinare la vita dei propri figli.
La verità è che il mestiere del genitore è difficilissimo e spesso, in buona fede, essi esagerano nelle modalità con cui veicolano i messaggi di umiltà e impegno.

Gli amici

Sono importanti sin da quando sei piccolissimo.
E’ durante l’adolescenza che ne realizzi l’importanza, sai perché?
E’ proprio in quella fase che cominci a sperimentare le prime delusioni e, come accade nella vita di ciascuno di noi, non sei affatto preparato.  

Allora capisci che essere circondato da persone positive che credono in te e che in qualche modo ti ispirano, forgia la tua personalità accrescendo e rendendo solida la tua autostima.
Questi compagni di vita ti sorreggeranno soprattutto nei momenti di sconforto, chi crede in te ci crede sempre. Punto.

E cosa c’è di meglio di un amico vero che fa tutto questo?
Un amico vero che resta al tuo fianco per sempre.
Se in passato sei stato ferito da uno che credevi essere tuo amico, sai quanto faccia male.

L’amore

Nooo, l’amore no.
Che siano maledette fidanzate, mogli, amanti, trombamiche e le attrici di Hollywood!
Scherzi a parte, l’amore è la forza che per antonomasia muove il mondo(non erano i soldi?).
Il cortocircuito si crea nel momento in cui la persona che decide di starti accanto non ti stima abbastanza.
Botta di autostima eh?

E’ un illogico, ma noi non agiamo soltanto su base logica e ci sono altri millemila fattori a concorrere.
Per uno strano scherzo del destino, similmente ai genitori, potrebbe capitare che chi dovrebbe supportarti invece ti affossi.

Quindi come si fa?
Devi farti un esame di coscienza e capire se la persona in questione è quella giusta per te. Non è che tu debba metterti alla scrivania e fare calcoli aritmetici piuttosto elaborati, certe cose si sentono e basta.
Oppure, se ne parla con la diretta interessata, magari è stata cresciuta in una certa maniera e non riesce ad esprimere bene quanto sia fiera ed orgogliosa di te.

L’importante è non soffrire in silenzio, non giova né a te né a lei.
A te la scelta.

L’emarginazione e la solitudine forzata

Se la presenza di falsi amici può nuocere gravemente alla salute, bisogna tenerne presente anche la totale assenza.
Poche cose fanno più male dell’esser traditi da un amico, ed essere considerati invisibili potrebbe essere una di quelle.
Hai presente se venissi lasciato in un angolo da solo e magari venissi anche deriso?
Esatto: parlo dell’emarginazione, uno dei mali più esiziali della nostra società.


Spesso cito Aristotele nell’affermare che l’uomo è un animale sociale, e stavolta sono costretto a richiamarlo in causa.
In quanto uomo, hai bisogno di relazioni, di contatti, di calore umano, di scambi, di interazioni, di confronti, di ascolto, e se dall’altra parte non c’è nessuno, beh allora senti di non esistere.

E se non esisti, come potresti mai sentirti realizzato o soddisfatto, come potresti credere in te stesso?
Ogni qualvolta una persona soffre terribilmente di solitudine perché non ha nessuno con cui parlare, sfogarsi, o semplicemente dire stronzate, ricorda che siamo in presenza di un grave fallimento che disintegra la tua(già bassa) autostima, di un ciclopico disdoro.

– Ma chi sono i responsabili?

E’ chiaro che certe cose non accadano per caso, ma allora a chi è attribuibile la colpa?
Se non lo hai ancora capito, mi riferisco ai magnifici tre(con lo stesso grado di colpa):

  1. la società – una società poco inclusiva che lascia fuori una parte di sé ha fallito clamorosamente;
  2. lo stato – uno stato consapevole del problema e che assiste inerte è una sciagura, non può permettere che certi mali si diffondano;
  3. la scuola – vedendo come l’hanno ridotta non posso che mestamente chiedermi cosa le abbiano fatto. Un’istituzione che ha il compito di educare gli adulti di domani, di aiutarle a formarsi un carattere e che sopratutto insegni a pensare, non può permettere lo sviluppo di una coscienza insensibile a certe tematiche.

Quando una persona sta male, una delle cose che si possono fare per curarla è starla ad ascoltare, strano ma vero: l’ascolto è terapeutico.
Non dimenticarlo mai.
Assistere allo sgretolamento dell’autostima di una persona è assistere alla sconfitta della comunità tutta, fanculo il neoliberismo e l’eccessiva celebrazione dell’ individuo!

Non da ultimo, se per caso dovesse venirti in mente la strana idea di volerti autoisolare dal mondo, fattela passare.
Trova la forza di non farlo, perché non esiste né esisterà mai un essere umano che non abbia bisogno degli altri.

Lascia perdere le finte frasi motivazionali sui social, la verità è che siamo dei funamboli che devono tenersi in equilibrio tra una grande forza ed una fragilità estrema.

I bulli

Non da meno è la piaga del bullismo.
Se non fai parte del giro giusto, di una ristretta cerchia di megalomani che credono di essere i più fighi della scuola o dell’ambiente di riferimento, sei un perdente.
Finisse così, magari potresti startene tranquillo coi tuoi amici perdenti e tutto sommato si potrebbe andare avanti.

Il problema sono i soprusi che dovrai subire da quelli che socialmente(e spesso fisicamente), sono riconosciuti come superiori a te ed al tuo gruppo(ove mai ne avessi uno).
Diciamo che essere considerati gli ultimi non è che sia proprio linfa vitale per la sicurezza dei tuoi mezzi, quindi bisogna far qualcosa.

Ciò che devi fare è non cadere nell’inganno di credere alle stupidaggini propinate da questi finti forti.
In concreto ricorda che:

  1. non puoi affidare la gestione delle tue emozioni agli altri.
    Rifletti un attimo santiddio: uno ti dice una sciocchezza per farti stare male –> tu ne soffri –>lui ha deciso come tu debba sentirti oggi.
    E chi sarebbero gli altri per avere questo potere su di te? Ma stiamo scherzando? Reagisci, forza!;
  2. se non hai amici è perché magari non sei nell’ambiente giusto, te ne farai; ma se invece ne hai ricorda che te li sei scelti e quindi sei fiero e felice di star con loro. E loro sono felici di star con te.
    Quindi sei più che degno di essere amato e smettila con inutili paranoie. Chiaro?
    La tua autostima ringrazia.

Le false colpe

La vita è tutt’altro che facile, lo sai.
Commettiamo errori di continuo, incontriamo pericoli in ogni dove e come se non bastasse, ci prendiamo spesso colpe che non abbiamo.

Mi riferisco a casi molto specifici in cui magari si è stati vittima di un abuso(a vario titolo) e ci si sente addirittura in colpa.
Anzi di più: si è convinti di esserselo meritati in qualche modo, quindi azzeramento dell’autostima sacrosanto.
Certo che è kafkiano, io vado ai matti…non riesco a fare a meno di notare che siamo animali strani noi umani, non trovi?

Ma come è possibile soltanto pensarla una cosa del genere?
In casi come questi bisogna stare molto attenti a rimanere equilibrati e saper leggere bene le situazioni, evitando di lasciarsi fuorviare da stati d’animo chiaramente non lucidi.

Occorre allenarsi ad identificare bene chi fa cosa e a non confondere la vittima con il carnefice.
E’ fondamentale.

Il fallimento

– L’equivoco

Aspetta che sono emozionato, ho l’onore ed il piacere di presentarti il tuo più grande maestro.
Tranquillo, non sono sotto effetto di droga o alcol o entrambi.
So bene che ne hai terrore, perché se hai modo di imbatterti in lui allora non meriti stima, non sei in gamba, giusto?

Sbagliato.
Il fallimento è uno dei concetti più mal interpretati dell’Occidente, te lo garantisco.
Ragiona: se la perfezione non è di questo mondo e noi umani siamo tutto fuorché perfetti, come si fa a considerare un fallimento qualcosa di grandemente deprecabile?

Esso va considerato per quello che è: parte del gioco.
Né più né meno.
Non si può immaginare di compiere un’azione, un lavoro, o qualsiasi altra attività con una probabilità di fallimento pari a zero. E’ semplicemente ridicolo.

Ma non solo, devi considerare che l’errore/fallimento è la più grande forma di apprendimento.
Le persone, infatti, apprendono per insight oppure – indovina un po’ – per prove ed errori.
Hai capito bene, le persone provano, sbagliano, individuano l’errore, aggiustano il tiro e infine riescono.

Capisci adesso perché star lì a menarsela restando impantanati sul “oddio cosa ho combinato, chissà ora cosa succede”, è semplicemente stucchevole.
Una bassa autostima causata da qualcosa di naturale che però viene venduto come una colpa per la quale esser puniti, lascia francamente senza parole.

In soldoni questo giochino fa soffrire le persone, ce ne rendiamo conto o no?

– Il ruolo del cristianesimo(what?)

Spiace dirlo, ma è un dato di fatto che anche il cristianesimo c’ha messo del suo.
Il cristianesimo è molto più che una religione, è una matrice culturale, un modo di vivere. Come dice il prof. Galimberti, tutto è cristiano in Occidente(in proposito vedi questo suo interessante intervento).
Il binomio errore(peccato) / punizione(espiazione), ha spianato la strada nel considerare il fallimento fonte di vergogna e quindi di scarsa autostima.  

Questa piccola digressione non vuole certo essere polemica verso chi crede, non è assolutamente tema di questo blog post.
E’ mia intenzione, però, affrontare l’argomento da tutte le angolazioni possibili ed offrire un corpus dal quale far scaturire molteplici spunti di riflessione.

L’ immagine di te

Non scadiamo nel fantastico mondo delle ovvietà: la sostanza sarà sempre superiore alla forma, è assodato.
Ma c’è un grosso ma.
Benchè sia vero quanto appena detto, non puoi far finta che la tua immagine non riveli come tu ti senta e, di conseguenza, quale sia il tuo livello di autostima.



Aspetto fisico



Partiamo dall’aspetto fisico il quale, salvo patologie o casi particolari dei quali non mi permetto assolutamente di parlare, inequivocabilmente riflette o comunque incide sul livello di considerazione che hai di te.


In una società in cui fisici pazzeschi e scolpiti vengono mostrati come gli unici possibili, è facile che il termometro della tua autostima impazzisca.
Come sempre, ascolta i saggi amici dell’antica Grecia e vedi che qualcosa ne viene fuori.
Loro rispettavano la legge non scritta del vivere con misura, quindi non lasciarti sopraffare da idee estreme e fai il tuo senza pretendere l’impossibile da te stesso.

Uscire fuori a fare un po’ di corsa, dell’esercizio al parco, in palestra o una bella sudata in bici, sono tutte attività che ti tengono in salute, ti fanno stare bene, ispirano chi ti circonda.
Ma non solo, esse ti permettono di trasmettere al mondo un messaggio chiaro e forte: ti prendi cura di te, quindi ti stimi.

Perciò butta via il cellulare ed esci di casa!
Poi vallo a riprendere però…

Come ti vesti?



Come mi è capitato di asserire in passato: l’abito non fa il monaco, fa proprio tutto il monastero(vedi art. Ecco perché sei ciò che indossi).
Non prendiamoci in giro: vestirti come più ti piace, espandendo al massimo il tuo senso dello stile e del gusto, non può far altro che aumentare il tuo livello di autostima.

Fà una bella doccia(che non è per niente scontato) e mettiti davanti all’armadio per scegliere l’outfit che oggi più ti rispecchia.
Quella camicia che tendi ad indossare in poche occasioni mirate perché è quella buona, devi indossarla fieramente ed accompagnarla con un profumo che racconti di te, non importa se sia di marca o meno. L’importante è che sia buono e che ti faccia sentire a tuo agio.

I tuoi amici e le persone che incontri lo noteranno subito e saranno ispirati da te perché dimostrerai di spritzare energia da tutti i pori(battuta brillante, vero?).

Come ti vedi?

Smettila di essere così severo con te stesso, sono sicuro che l’immagine che hai di te sminuisce tantissimo ciò che realmente sei.
La tua autostima c’è, devi soltanto tirarla fuori!

Ricorda che l’identità è un dono sociale: se ti mostri insicuro e poco fiducioso verso te stesso, gli altri ti etichetteranno come una persona poco affidabile e con poche risorse.
In pratica uno sfigato( si può dire, tranquillo).

Stai calmo, respira ed impara a meditare perché serve, svuota la mente da tutto quel ruminare che ti logora il cervello.
Una volta che ti senti più leggero, puoi concentrarti su di te e dare ascolto a ciò che disse qualche tempo fa  l’oracolo di Delfi: conosci te stesso.
Ricorda che ciò che più conta è valorizzare i tuoi pregi e far leva su di essi, dopodiché facendo un atto di onestà riconosci i tuoi limiti.

Sui difetti puoi lavorarci, con impegno e costanza riuscirai a trovare il modo di superarli oppure di compensarli con altre qualità.
Ma se sei convinto di non essere all’altezza della società che ti circonda, perché mai la società dovrebbe pensare il contrario?

Ricorda che per quanto tu ti senta invisibile agli occhi del mondo, potenzialmente avrai sempre un piccolo gruppo di tifosi sfegatati: la tua famiglia e sopratutto te stesso.
Quest’ultimo è il più intransigente e quindi il più duro da piegare, ma avrai modo di conquistarlo nel corso del tempo, ci vorrà un po’ ma ci riuscirai.
Te lo devi.

Parliamo di problemi e obiettivi

Obiettivi: sai disegnarli?



Sai farlo?
Dai su, mi aspetto la solita battutina: a scuola eri una schiappa, giusto?
Io invece ho una matita di quelle con la gomma sopra che dopo un po’ sporca anziché pulire, eppure l’ho pagata abbastanza dal cartolaio qua fuori che tra l’altro non sopporto neanche; non voglio neanche più ritornarci perché sono sicuro che mi reputi un mezzo imbecille soltanto perché una volta sono inciampato davanti a lui e mi son cadute tutte le buste che portavo e poi… ferma ferma ferma.

Immagino di aver un tantino esagerato, vero?
Spero la tua risposta sia sì, perché ho riprodotto(seppur con particolare enfasi) il tipico atteggiamento dei tuoi momenti peggiori.
Rendersene conto è già un progresso.

Dì la verità: sei convinto di fallire o di aver fallito nella maggior parte degli obiettivi che ti sei posto.
Riflettici bene: hai fallito nell’azione o magari hai disegnato male l’obiettivo?
Questa domanda è la chiave di volta nella risoluzione dell’enigma.
Tieni presente che le persone nella maggior parte dei casi sbagliano nella pianificazione dell’obiettivo.
Troppo alto rispetto agli strumenti a disposizione in alcuni casi, completamente male identificato in altri.

Problemi: sai ricostruirli?


E non finisce qui perché vale anche per i problemi, infatti in molti non li risolvono perché a monte non li hanno ricostruiti bene.

Se ci pensi, si scatena la corsa alla soluzione senza aver identificato bene il problema, che sarebbe l’attività a cui andrebbe dedicato più tempo.
In buona sostanza, ciò che intendo dire è che devi cambiare prospettiva.

Diceva il caro Albert:

Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati.

-Einstein-


E tu mi dirai che questo ragionamento non c’entra nulla con l’autostima.
In realtà c’entra. Devo ammettere che l’ho presa un po’ alla larga in effetti, ma avevo bisogno di un ragionamento tipo cerchi concentrici per rendere l’idea.
Il punto che voglio sottolineare è che tu ti senti meno in gamba non perché tu lo sia davvero, ma perché non hai definito bene l’obiettivo: non sei un buono a nulla, fatti coraggio!

Sei abbastanza disciplinato?

Scommetto che a questa domanda tu non abbia neanche mai pensato, immagino non sia importante per te.
E qui ti sbagli di grosso.
Agire con disciplina, ovvero seguendo un metodo da portare avanti con costanza e dedizione senza mai tradirlo, è fondamentale; anzi è uno degli strumenti più potenti del tuo arsenale.

Può capitare che tu abbia (incredibilmente) ricostruito bene il problema, disegnato bene l’obiettivo, pianificato minuziosamente il da farsi e non abbia insistito nell’azione secondo i crismi che tu stesso avevi stabilito.
In poche parole sei venuto meno sul più bello.
Il successo delle tue azioni è dettato dalla precisione con cui segui il tuo sistema ordinato di regole, soltanto così riuscirai ad avere risultati, ma non si tratta soltanto di questo.


Ricorda che più sei leale nei confronti di ciò che hai pianificato e più raggiungerai i traguardi che ti sei prefissato, di conseguenza avrai più fiducia nei tuoi mezzi e indovina un po’? 
Anche la tua autostima aumenterà.

Ti piace procrastinare

-Perché fare oggi quello che puoi rimandare a domani, anzi a dopodomani.
-Se soltanto Giove si fosse allineato con Saturno come da tue previsioni, o ancora se quella farfalla in Australia non avesse battuto le ali alle 06:35(ora italiana)…
-Ti credo eh, per carità, tutta colpa della sfortuna.

L’universo che ordisce complotti alle tue spalle, mmm funziona; e in amicizia puoi raccontarmela finché ti pare, ma sai bene che non ci cascherò.
La realtà è che tante volte non fai altro che rimandare, e perdi il treno.
E’ dura ammetterlo, ma spesso vuoi per pigrizia, vuoi per altri motivi, tendi a procrastinare come se non ci fosse un domani(fine ossimoro, cose mie…).

Potresti rispondermi che la vita è la tua e se non fai male a nessuno, non c’è alcun tipo di problema.
Non è proprio la risposta che mi aspetterei da te, ma se ci pensi avresti escluso dal ragionamento(ancora una volta) te stesso.
Vedi, in diversi casi posticipando una determinata azione(magari giusta), noterai che la relativa efficacia si ridurrà significativamente o si azzererà addirittura.

E per quanto io odi il tempo cronologico in favore del tempo vissuto, non puoi non tenerne conto.
Va da sé che dall’azione ritardata potrà scaturire un fallimento o un incidente di percorso, e indovina un po’ su cosa andrà ad incidere?
Questa è difficile: sulla tua a _ _ _ _ _ _ _ a

Cosa puoi fare

Scrivi

Sei un maestro nell’elencare cosa sbagli, quanto sbagli, nel lamentartene e a dire cosa avresti dovuto e potuto fare. Ma pensarci un po’ prima, no?
Voglio regalarti una nota lieta per la tua self confidence: per la legge dei grandi numeri, di tante azioni che compi ce ne saranno sempre diverse positive.
E quindi scrivile di getto.

Ma non fare il furbo con me, devi scrivere innanzitutto i  tuoi pensieri e poi sia le azioni positive che quelle  negative.
Così facendo avrai ben chiaro com’è che va la tua vita, avrai uno sguardo più obiettivo(odio questa parola) e ti renderai conto maggiormente di quanto vali.

Perché tu vali.
Non è uno slogan, ma linfa per la concezione che hai di te.

Metti in scena ciò che vorresti essere

La vita non è un film, spesso è peggio ma delle volte può essere anche meglio (se la confronti con uno splatter).
Hai presente discorsi del tipo fai tue le abitudini dei ricchi e diventerai ricco?

Aspetta a trarre conclusioni affrettate. A parte le solite americanate dei fuffaguru, questo slogan ha un fondo di verità.
Introiettare la mentalità, le abitudini e gli usi propedeutici alla realizzazione dei tuoi progetti, può essere una strategia vincente.


Nel concreto se dai valore a tutto ciò che fai e resti presente senza abbandonarti ad inutili viaggi mentali, la stima che hai di te aumenterà notevolmente.
Vedrai inoltre che se inizialmente metterai in scena con continuità una certa sicurezza, nel lungo periodo ti identificherai con questa immagine di te e di riflesso ti sentirai più sicuro.

Fatti un favore, ascolta il mio amico Lucio Anneo:

Mi chiedi qual è stato il mio più grande progresso? Ho cominciato a essere amico di me stesso.

-Seneca-


Ma stai molto molto attento: l’autosuggestione può agire anche al contrario.
Se continui a ripeterti che non sei degno di amore e di stima, che non vali, che sei un fallito, sappi che finirai per crederci e ti identificherai con quella convinzione.
Non cadere nella (tua stessa)trappola!

Agisci



Ciò che ti occorre è fare un bel lavoro su di te, un lavoro spirituale che ti permetta di ricomporre le parti scisse che albergano dentro di te.
Vedrai che contentezza e che gioia di vivere. Oh e ovviamente ciaone bassa autostima!

Ok, ma cosa bisogna fare un attimo dopo?
La risposta è quella che ti fa più paura: agire.
E sai perché?
Ricorda che quando non prendi in mano la tua vita per diventare padrone del tuo destino e del tuo essere nel mondo, sappi che sarà proprio il mondo circostante a decidere per te.
E non ti piacerà affatto.

Per fortuna poche cose al mondo sono irrimediabili e se magari hai perso una persona cara per via di una brutta malattia, sai a cosa mi riferisco.
Tanto per cominciare, puoi partire dalla consapevolezza che rispettarsi ed amarsi di più è possibile.

Il narcisismo(non) è la soluzione

Chi gode di una buona autostima dà sempre il meglio di sé e accetta i propri limiti con serenità.
Quindi chi è innamorato della propria immagine riflessa nell’acqua è a cavallo, il narcisismo è la strada giusta da seguire.
Vero?

Falso.
Spesso si tende a confondere in maniera marchiana una persona dotata di buona autostima con un narcisista.
Sappi che è l’esatto opposto: il narcisista ha una necessità spasmodica di vedersi riconosciuto il proprio valore, ne conosci la ragione?


Il fatto è che paradossalmente ha così poca autostima che la cerca disperatamente negli altri.
Ed è proprio la ricerca di riconoscimento del proprio valore che lo spinge a stringere relazioni, non lo fa di certo perché mosso dai sentimenti.

Invece chi crede davvero in sé stesso sa di non dover mostrare nient’altro che quello che è, quindi si dona per trasmettere e ricevere in cambio calore umano; e sopratutto elogia le qualità altrui, non le considera una minaccia.

Conclusioni

E’ da tanti anni che il tema dell’autostima mi appassiona e ogni giorno vedo affiorare sfaccettature che non avevo colto prima.
Attraverso questa corposa trattazione spero di esserti stato utile e di averti dotato dei giusti strumenti conoscitivi per combattere definitivamente la bassa autostima.

Ringraziandoti di cuore per la compagnia, ti auguro di uscire vincitore dalla battaglia.

Saluti.

Francesco

L’Allegro –
aka Francesco Allegretta


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